la teoria del tutto

LA TEORIA DEL TUTTO

STEPHEN HAWKING

LA TEORIA DEL TUTTO

LA TEORIA DEL TUTTO
LOCANDINA DEL FILM

Mi era sfuggito, ma stasera l’ho visto. Mi riferisco al film La teoria del tutto, il film sulla storia di Steve Hawking. Conoscevo la sua storia, avevo letto dei libri, avevo visto molte sue foto, ma vedere sullo schermo  quella parte della sua vita mi ha suscitato molte emozioni. Inutile dire che l’attore che lo ha impersonato è stato magnifico, tanto che bisognava ricordare, ogni tanto che quella immagine, quell’uomo sulla sedia a rotelle era solo un attore, non era Steve Hawking.

Hawking
Stephen Hawking sperimenta la gravità zero

Le  normali regole non valgono per Stephen Hawking, forse il cosmologo più popolare del secolo passato. Il suo grave caso di sclerosi laterale amiotrofica, o malattia di Lou Gehrig, ha intrappolato la sua mente in un corpo non cooperativo, una circostanza che è parte inseparabile della sua fama. Ora a 74 anni (li compirà tra pochi giorni), è un luminare scientifico e è anche una celebrità, grazie al suo libro, best-seller, “Una breve storia del tempo” e apparizioni in commedie come “I Simpsons” e “La teoria del big bang”.

Steve Hawking è una figura eccezionale sotto ogni punto di vista. Non si può non rimanere sorpresi e stupefatti di fronte a un ragazzo che all’età di 21 anni si sente dire che avrà solo due anni di vita e che quegli anni saranno vissuti nelle condizioni peggiori  e vedere che la vita, forse l’amore hanno avuto la meglio e i due anni sono diventati più di 50. Malgrado la sua devastante malattia, nel frattempo, la sua mente ha continuato ad essere fortunatamente attiva e la sua passione per l’universo lo ha reso famoso in tutto il mondo scientifico e oltre. Ha fatto delle importanti teorie sui buchi neri, ed è anche docente universitario, malgrado la sua impossibilità di parlare. Un computer sintetizza le sue parole. Sono straordinariamente affascinata da questa persona e dalla sua mente, dalla sua voglia di sapere e di capire, dalla sua grandezza. Ovviamente non posso immaginare la sua vita privata e la vita delle persone a lui vicine, ma la sua vita da ricercatore è davvero intrigante.

Perché quest’uomo è stato così provato dalla vita? Come è riuscito a sopravvivere a quella terribile malattia tutti questi anni? Che cosa gli ha dato lo studio della fisica? Potrebbe essere stato proprio questo suo grande desiderio di capire le leggi dell’universo a permettergli di sopravvivere? Voglio dire: è possibile che il cervello e la sua fervida attività possa, anche inconsapevolmente, contribuire alla sopravvivenza del corpo? Che relazione c’è tra il cervello e l’essenza della vita, quella che potremmo chiamare anima? Non so che cosa sia l’anima, non so se è la parola giusta per dare un nome alla vita e poi che succede nel momento della morte? Che cosa lascia il corpo in quel momento? Hawking si pone il problema dell’esistenza di Dio, si chiede se sia necessaria la sua esistenza per giustificare l’esistenza dell’universo. Quando non sapevamo che esistessero altri pianeti simili alla nostra Terra, che ruotano intorno ad una stella che non è il nostro Sole, potevamo pensare che la Terra fosse stata creata, e avesse le condizioni necessarie, per permettere la nostra esistenza. Ora la domanda può essere: noi siano così e viviamo perché c’è un pianeta come la Terra sul quale la nostra forma di vita può svilupparsi oppure la nostra forma di vita è questa perché siamo sulla Terra? In altre parole: noi esistiamo perché  la Terra è così o la Terra è così perché noi possiamo esistere? Nel primo caso la nostra vita è assolutamente casuale, nel secondo caso Qualcuno l’ha voluta. Se Qualcuno l’ha voluta, la nostra vita deve avere un senso, deve avere uno scopo, ma quale? E prima ancora l’universo esiste per caso o Qualcuno l’ha voluto?

Vorrei essere nella mente di Steve Hawking, per capire qualcosa di più, ma non credo che arriverei mai ad una risposta e non so se anche lui sia definitivamente convinto della sua risposta. Credo che sia arrivato alla conclusione che non c’è bisogno di Dio per l’esistenza dell’universo, ma sicuramente i suoi studi approfonditi sull’universo possono portarlo ad avere idee più chiare, anche se non credo che arriveremo mai ad una risposta definitiva. Perché la nostra mente non riesce a trovare risposte a domande troppo complicate? Le scienze affrontano argomenti diversi e la stessa fisica si occupa di campi diversi: il microscopico mondo delle particelle con la sua teoria quantistica e il gigantesco universo con la sua forza di gravità, la materia oscura e la teoria della relatività. Sarà possibile un giorno descrivere questi due campi con le stesse equazioni? Sarà mai possibile arrivare a una teoria che metta insieme tutte le scienze, la fisica con la biologia, l’atomo e l’universo? Può una sola equazione descrivere tutte le nostre teorie? Dove può arrivare la mente umana? Siamo stati capaci di capire un’infinità di cose dai nostri albori ad oggi ed è stata quasi una reazione a catena a portarci a quello che siamo. C’è un enorme puzzle  costituito da tutti i pezzetti di conoscenza che abbiamo e il nostro lavoro più importante è riuscire a mettere insieme tutte le tessere per arrivare alla forma finale. Sarà la teoria del tutto? E poi che faremo? Se arriveremo a capire tutto che senso avrà la nostra vita? Sarà quello l’Eden?

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