COMITATI E LE LORO RAGIONI

COMITATI DEL Sì E COMITATI DEL NO

Si stanno costituendo i comitati del Sì e i comitati del no, ma per ora si sente solo Renzi e un po’ meno la Boschi. Mancano ancora parecchi mesi al referendum, ma Renzi deve parlare a tutti gli italiani, uno per uno per convincerli ad accettare la riforma. Si faranno 10.000 comitati del Sì e gli italiani capiranno e accetteranno la riforma della Costituzione, perché altrimenti sarà il caos. Questo è quello che ho sentito finora.

La riforma è perfettibile?

Questa riforma è “perfettibile” dicono i favorevoli, ma è meglio di niente. Siamo proprio sicuri? Davvero un senato tanto contestato da tutte le opposizioni è meglio di nessun cambiamento? Le opposizioni si oppongono a Renzi o alla sua riforma?

Si è già alzato il volume delle parti opposte, per ora si tratta di Renzi e Di Maio del M5S, ma meno accesa è la disputa con Forza Italia. Qualcuno pensa che Renzi, che non sembra appartenere alla sinistra, finirà con l’allearsi con “qualcuno” del centro destra.

Le ragioni del che ho sentito più spesso sono:

  • La costituzione va aggiustata. Questa riforma è pasticciata, ma è meglio di niente.

Cambiare per cambiare non mi sembra una buona ragione.

  • Non c’è più il bicameralismo perfetto, che è solo una perdita di tempo.

Il senato non viene eliminato e le sue competenze rimangono su molti tipi di leggi. Questo può ancora comportare una notevole perdita di tempo è molta confusione.

  • I senatori sono ridotti a 100 e non saranno pagati, quindi c’è un notevole risparmio.

Il personale del Senato rimane ed è ancora pagato. Il risparmio è molto contenuto (filosofia del meglio poco che niente)

ragioni del sì
COMITATO PER IL Sì    –   http://www.bastaunsi.it/#
COMITATO DEL NO
COMITATO DEL NO – http://www.iovotono.it/

Mi sembrano molto più convincenti le ragioni del NO, ma sarà opportuno approfondire le altre argomentazioni per il sì e per il no.

A proposito del Presidente della Repubblica

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Cambia l’elezione del Presidente della Repubblica. Rispetto ad oggi:

  • partecipano al voto solo deputati e senatori (scompaiono quindi i 59 delegati regionali)
  • rimane uguale il quorum delle prime tre votazioni: maggioranza qualificata dei due terzi (ovvero il 66%)
  • sale il quorum dal quarto scrutinio al sesto scrutinio: servirà la maggioranza di tre quinti (60%) contro l’attuale maggioranza assoluta (50%).
  • cambia il quorum dal sesto scrutinio in poi: servirà la maggioranza di tre quinti dei votanti invece della maggioranza degli aventi diritto.

Il presidente della Repubblica potrà sciogliere solo la Camera dei Deputati, e non più anche il Senato.

MODIFICHE

Dopo la sesta votazione il presidente della Repubblica potrebbe essere eletto anche se in aula fossero presenti solo 10 persone, ovvero basterebbero 6 voti per eleggere un presidente che evidentemente nessuno voleva. Fantastico!!!!

Le regioni vengono depotenziate, ma mandano in senato 95 consiglieri che diventano senatori con immunità parlamentare. Questo punto devo approfondirlo di più.

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