POLITICI IN VACANZA

POLITICI IN VACANZA

Anche i politici vanno in vacanza

POLITICI IN VACANZA

Vacanze lunghe, circa 40 giorni, mentre Renzi sta lavorando per noi a Rio e  con l’occasione assiste anche ai giochi olimpici. Non aveva criticato le lunghe vacanze dei magistrati, qualche tempo fa? Evidentemente il lavoro dei politici è meno importante e le lunghe vacanze possono permettersele.

CAMBIAMENTI IN RAI

Intanto ci sono stati importanti e molto discussi cambiamenti tra i dirigenti della RAI. Bianca Berlinguer non è più il direttore del TG3, peccato era l’unico TG della RAI che vedevo volentieri. Dicono i non renziani che ora tutti i dirigenti sono filorenziani e non ci sono più  nei telegiornali voci contrastanti. Non è vero dicono i renziani e non è stata tolta la parola a Bianca Berlinguer, perché avrà mezz’ora nel pomeriggio insieme a Santoro per dire quello che vuole. Peccato che a quell’ora ci saranno pochi telespettatori a vederla, perché non è certo un momento di grande pubblico davanti al teleschermo. Ma come al solito aspettiamo e vedremo chi ha ragione. Dicono le opposizioni che la RAI deve preparare il terreno per convincere gli Italiani a votare sì al referendum e alcuni dirigenti non erano “troppo affidabili”.

E DOPO?

I politici in vacanza stanno riposando per ritrovare l’energia necessaria, al loro ritorno, per convincere gli italiani a votare quello che propongono per il referendum. Come al solito, vincerà che urlerà di più, non chi avrà detto le cose più giuste. I politici in vacanza e forse un po’ di tranquillità in questo caldo mese di agosto. Politici in vacanza! E se le loro vacanze si allungassero ancora un po’, forse sarebbe meglio.

Su La7 Mentana prepara un programma di informazione sulle ragioni del no e le ragioni del sì al referendum costituzionale e io sono curiosa di sentire se chi dice sì ha altre ragioni da elencare oltre “meglio un cambiamento non troppo buono che niente”, oppure che con questa riforma si risparmia tempo e denaro.

Mi sembrano molto convincenti quelli che dicono invece che piuttosto che una brutta riforma è meglio niente e che si risparmia poco denaro e forse non si risparmia affatto tempo.

Naturalmente chi dice no spiega bene perché si risparmia poco denaro e forse non si risparmia tempo. Chi dice sì è molto più vago negli apprezzamenti. Comunque vale la pena di leggere direttamente i cambiamenti proposti e provare a capire chi, secondo noi, ha ragione.

Le ragioni del no

motivi per cui essere contrari alle modifiche costituzionali del 2016, quelle imposte al Parlamento dal Governo Renzi

testi a fronte

slide

Sorgente: la Costituzione Italiana

Le ragioni del sì

Per superare il bicameralismo paritario

Finalmente l’Italia cesserà di essere l’unico paese europeo in cui il Parlamento è composto da due camere eguali, con gli stessi poteri e praticamente la stessa composizione. Il superamento del cosiddetto “bicameralismo paritario” servirà per ridurre il costo degli apparati politici e per rendere l’attività del Parlamento più rapida ed efficace. La Camera dei Deputati darà e toglierà la fiducia al governo, il Senato rappresenterà prevalentemente le istanze e i bisogni di comuni e regioni.

Sorgente: Le ragioni del sì – Basta un sì

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