NO NO NO

Sì O No? QUESTO È IL PROBLEMA

QUESTO È IL PROBLEMA

Votare sì, o votare no, questo è il dilemma:
se sia più nobile nella mente soffrire
i colpi di fionda e i dardi dell’oltraggiosa fortuna (e accettare la riforma così come l’hanno modificata)
o prendere le armi contro un mare di affanni
e, contrastandoli, porre loro fine ( e quindi respingere la riforma proposta)?

si-noForse le parole di Amleto non si riferivano proprio ad un referendum, però mettono in evidenza il dubbio nella mente che comporta esitazione nella scelta.

Qui, per il referendum non si tratta di scegliere tra il sì e il no, non stiamo puntando al premio di una lotteria, stiamo parlando della nostra costituzione e quindi dobbiamo cercare di capire che cosa significa votare sì o votare no.

DIMENTICHIAMO RENZI, ALMENO PER UN PO

Prima di tutto togliamo Renzi dalle nostre riflessioni, anche se è molto difficile farlo. Come non pensare che se vincesse il no, forse Renzi se ne tornerebbe a casa? Lo ha detto lui, ma ora dice il contrario. Ma che senso ha modificare o non modificare la costituzione solo in funzione di Renzi? Eppure penso che questa sia una riflessione da fare e anche molto seriamente.

Condivido le preoccupazioni di Cacciari, come le ha esposte nella trasmissione di Lilli Gruber, le sueRIFORMA preoccupazioni riguardano solo le conseguenze della eventuale vittoria del no, ma della riforma dice “fa schifo”.

Se Renzi si dimettesse, ma non è certo che lo farà, chi potrebbe sostituirlo? Sembra che nessuno sia in grado di prendere le redini del Paese. Ma è proprio così? Davvero dopo Renzi è il baratro? Renzi convince gli altri leader europei? convince i mercati?

Il problema è che non è facile rispondere a queste domande e da quello che sento nei dibattiti i pareri sono abbastanza diversi. Chi merita maggiore credibilità? Questo è il problema, perché noi comuni cittadini non possiamo fare analisi politiche molto approfondite.

Inoltre le informazioni che ci propinano, sono spesso contraddittorie e occorre decidere quali siano più attendibili. Non ascoltiamo quello che dicono i politici, perché ovviamente ognuno tira l’acqua al suo mulino e nessuno è del tutto convincente.

La riforma della costituzione va studiata e sarebbe opportuno decidere da soli se vale la pena di cambiarla oppure no.

Finora ho trovato molto più convincenti le ragioni del no che quelle del sì, ma voglio ancora pensarci bene. Devo ammettere che non riesco a mettere da parte, come vorrei, “l’effetto collaterale” del risultato della votazione, che sembra sia poi l’effetto più importante

COME CAMBIA LA RIFORMA?

Per quanto riguarda la riforma, al momento mi sembra poco accettabile la formazione del nuovo senato, che non sparisce ma cambia nel numero dei senatori e nella storia dei senatori, che saranno scelti (non ho ancora capito come e da chi) tra consiglieri regionali e sindaci.
Questi senatori non voteranno la fiducia al presidente del consiglio, non voteranno per le leggi di bilancio e stabilità, ma avranno voce per le questioni europee, il Presidente della Repubblica e altre cose, ma non per quello che riguarda più strettamente le regioni.
Mi sembra un’incongruenza. Sono questi i problemi delle regioni? Perché i consiglieri regionali e i sindaci dovrebbero essere competenti su queste cose?

riforma

La fine del bicameralismo perfetto, l’elettività dei senatori, il nuovo procedimento di approvazione delle leggi, le competenze di Stato e Regione,

Sorgente: Scheda / La nuova Costituzione e il nuovo Senato (versione solo testo) – Repubblica.it

 

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