LO SCONTRO CONTINUA IL VENERDÌ

LO SCONTRO CONTINUA IL VENERDÌ SU LA7

SCONTRO TRA Sì E NO

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Sono rimasto sorpresissimo dalla cattiva prestazione del professor Gustavo Zagrebelsky contro il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ieri a #SìoNo trasmesso ieri sera in diretta televisiva da La7. Prima di addentrarmi nel commento, voglio destinare un particolare plauso per il vero e proprio servizio pubblico prestato da questa televisione privata, così come un altro plauso […]

Sorgente: Referendum, Zagrebelsky delude nel confronto TV con Renzi – Il Fatto Quotidiano

Questo giudizio mi sorprende un po’, anche se credo che tutti si aspettassero scintille dall’incontro Renzi-Zagrebelsky.

Penso che lo scontro sia rimasto su due piani molto diversi: da una parte l’aspetto mediatico, la scena e l’effetto sul grosso pubblico, dall’altra l’aspetto culturale del costituzionalista che voleva evidenziare i problemi che vedeva come conseguenza delle modifiche apportate.

Il primo aspetto colpiva un numero decisamente più elevato di persone, il secondo aspetto era più per un élite ristretta e più abituata ai ragionamenti che agli effetti speciali. Quindi Zagrebelsky è perdente da questo punto di vista.

Zagrebelsky sembra più abituato a fare lezione agli studenti piuttosto che scontro televisivo.

L’IMPORTANZA DELLA RIFORMA

Questo referendum sembra aver assunto importanza internazionale, ne parlano anche fuori dell’Italia e auspicano il sì, altrimenti chissà che cosa potrà succedere. Sembra che tutti si aspettino eventi drammatici.

Perché questo interesse alla nostra Costituzione? Possibile che uomini del livello di Zagrebelsky, ex presidente della corte costituzionale, non si rendano conto del pericolo che correremmo, se per caso vincesse il no?

Possiamo credere che tutti quelli che voteranno no, abbiano in mente il fallimento del nostro paese? Che cosa ci guadagnerebbero?

Renzi prevede 20 anni di stagnazione come conseguenza del “NO”. Nessuno dei fautori del “NO” si rende conto di questa immane tragedia?

Non penso ai comuni cittadini, penso agli intellettuali, ai giuristi e costituzionalisti che pensano di votare “NO”.

Eppure il nostro giudizio, per arrivare alla decisione finale, non può essere basato su effetti mediatici. Le spiegazioni di Renzi non spiegano niente, ma fanno effetto.

Io vorrei capire meglio perché la riduzione dei compiti dei senatori rende tutto più agevole e veloce, visto che comunque i nuovi senatori potranno sempre intervenire su alcuni argomenti e creare problemi.

Il parlamento farà tutto da solo?

Ci sarà un vero controllo? E se c’è un vero controllo potrà rendere il lavoro della Camera meno agevole di come decantano i sostenitori del Sì?

QUALCOSA DA CHIARIRE

Mi sembra tutto molto strano, c’è qualcosa che mi sfugge e che vorrei chiarire. Non è semplice dipanare la matassa degli interessi che stanno dietro questo referendum, né è semplice capire le ragioni dei sostenitori del sì e dei sostenitori del no.

Per quale ragione è così importante cambiare la Costituzione? Perché proprio in questo momento così difficile dal punto di vista economico e internazionale?

Renzi è arrivato al governo in un modo molto sgradevole e senza il voto degli elettori, quindi ha bisogno di dimostrare l’importanza della sua azione.

Tutto quello che ha fatto finora non ha avuto grande successo, la situazione del paese non è migliorata.

PERCHÉ LA RIFORMA COSTITUZIONALE È COSÌ IMPORTANTE?

La riforma costituzionale diventa importante per poter dire che ha fatto qualcosa di grande. Renzi continua a dire che il paese aspettava questa riforma da 30 anni e lui finalmente è riuscito a farla.

 Queste affermazioni non convincono perché di riforme ne sono state fatte molte, magari anche sbagliate, come la riforma del titolo quinto, fatta proprio dal PD (all’epoca Ulivo) e ora viene ulteriormente cambiato.

Quindi non è vero che aspettiamo da 30 anni questo cambiamento, il modo in cui si è ottenuta questa riforma, approvata con maggioranza semplice (che comporta la necessità del referendum), non è piaciuto molto.

Se poi viene bocciata, tutto il suo lavoro è stato inutile e lui non ha più motivo di stare al governo. Ora c’è da chiedersi perché molti vogliono che lui resti al governo?

A chi fa comodo? La prima risposta che viene in mente è che fa comodo alle grandi imprese, alle banche, ecc. ovvero al ceto più elevato.

Infatti gli industriali si sono schierati dalla sua parte. Contro di lui tutte le opposizioni per ovvie ragioni, parte del PD, anche per questo direi per ovvie ragioni, dato che con Renzi la sinistra sembra scomparsa.

Perché la riforma sia approvata la gente deve convincersi che non approvarla comporterà grandi disastri e in Europa molti vogliono che sia approvata, quindi vogliono che Renzi abbia successo. Perché?

CHE COSA PENSANO GLI ITALIANI?

La gente comune come può ragionare? Che cosa può convincere chi non ha altri interessi particolari a votare sì o no? Chi ha guardato il dibattito Renzi-Zagrebelsky sicuramente avrà apprezzato di più Renzi perché il suo linguaggio è risultato più scenografico, ma non sempre quello che ha detto è stato molto chiaro. La scena è più importante dei contenuti, troppo spesso.

Mi piacerebbe sapere quale percentuale ha pensato quello che ha scritto il Fatto Quotidiano.

Non è certo una colpa non essere costituzionalisti e quindi avere difficoltà a seguire certi dibattiti, però la persona che è abituata a cercare una spiegazione a tutto ciò che sente, una persona che è abituata a ragionare deve anche cercare molte spiegazioni a questa riforma.

Quanti italiani sono abituati a ragionare su tutto quello che sentono? Nelle interviste che vediamo in televisione, a volte, certe risposte fanno paura ed ecco che nasce un’altra domanda:

LA SCUOLA PREPARA A  RAGIONARE?

Molte risposte lasciano di stucco nelle interviste alla gente che si incontra per strada, perché sentiamo che certe frasi sono ripetute a pappagallo, la convinzione è per partito preso. Altre risposte non hanno né capo, né coda.

Evidentemente la scuola non prepara abbastanza al ragionamento. Ma non insegna nemmeno l’educazione, il rispetto verso tutti gli altri, se anche chi ha un ruolo istituzionale si permette di insultare spudoratamente chi non la pensa come lui.

Il discorso sulla scuola è troppo importante e porta lontano da quello che era il discorso iniziale.

Penso che la scuola vada ristudiata dal principio, cioè dall’asilo. Dovrebbero essere rivisti i contenuti e i metodi, perché finché non ci sarà una preparazione adeguata della popolazione, pochi saranno in grado di apprezzare gli argomenti di Zagrebelsky, o almeno pochi saranno stimolati ad approfondire.

La riforma della scuola avrebbe dovuto portare tutto quello che ora ancora manca. Anche questa riforma è stata fatta in gran fretta. Era importante fare non fare bene.

Facciamoci una domanda e diamoci, se è possibile, una risposta: che succederà se vincerà il sì? e poi un’altra domanda: che succederà se vincerà il no? Forse succederà ben poco, ma è solo un mio dubbio.

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