Frantz

FRANTZ PROTAGONISTA ASSENTE

FRANTZ – UN POMERIGGIO AL CINEMA

Secondo mercoledì del mese, il cinema costa solo 2 €, è l’occasione buona per andare a vedere qualche film.

CHE COSA ANDIAMO A VEDERE?

La pensano così in molti e di fronte alla cassa una lunga coda di persone aspetta con pazienza di arrivare a prendere il biglietto. Nel cinema multisala, ci sono più film da vedere e un monitor in alto sopra la cassa indica i posti ancora liberi in ogni sala.

Sembra che il film più richiesto sia Frantz, rimangono solo 5 posti, probabilmente in prima fila, poi vengono venduti anche quelli. Il film è stato presentato a Venezia nel 2016 e l’attrice protagonista, poco più che ventenne, ha ricevuto il premio Marcello Mastroianni.

Anna e Adrian

La storia non è originale ed è ispirata ad un lavoro teatrale del 1930.

Il film è drammatico e per ricordarlo allo spettatore è in bianco e nero, solo alcune scene sono a colori, ma colori tenui, nei flashback e nei sogni. I fatti si svolgono nel 1919 subito dopo la prima guerra mondiale, in una piccola città della Germania.

FRANCESI E TEDESCHI SI ODIANO

Frantz è il protagonista assente, è l’uomo che non c’è più, ma sconvolge la vita delle persone che lo hanno amato o semplicemente incontrato.

Forte è l’odio verso i francesi che hanno ucciso giovani tedeschi durante la guerra, ed è anche vero che i francesi odiano i tedeschi per lo stesso motivo. Questo è uno degli argomenti che nel corso del film viene risolto perché tutti si rendono conto di giudicare in modo incoerente le situazioni opposte.

Una giovane ragazza tedesca, Anna, si reca tutti i giorni al cimitero per portare fiori sulla tomba di Frantz, il giovane fidanzato morto in guerra. Un giorno scopre che un ragazzo coetaneo di Frantz porta anche lui dei fiori sulla stessa tomba. È un ragazzo francese che ha conosciuto Frantz e che soffre molto per la sua morte.

Il ragazzo sconvolge la vita emotiva di Anna e dei genitori di Frantz con i quali Anna vive. Senza raccontare la storia, perché vale la pena di seguirla senza sapere in anticipo che cosa accadrà, in questo film vengono messi in risalto, sentimenti, emozioni, risentimenti e perdono.

Forse viene trascurato un po’ il lato meno generoso che ci si aspetta in generale nelle persone che soffrono e ti senti preso dai personaggi perché esprimono sentimenti buoni e intensi, condivisibili malgrado il dolore, perché lasciano spazio alla comprensione e al perdono trasmettendo, malgrado tutto, una sensazione di calore e di mesta serenità.

La fotografia e la musica accompagnano gradevolmente lo spettatore in quel mondo ovattato.

Persino le bugie sono bene accette, perché finalizzate ad evitare altro dolore. Il film è un po’ lento, ma si segue bene e sorprende un po’ il fatto che quando ti sembra di aver capito che i fatti debbano andare in un certo modo, invece accade qualcosa che non ti aspettavi.

Non c’è niente di particolarmente eclatante nella trama, ma non manca la sorpresa che arriva qualche volta con piacere e altre volte con una punta di amarezza, ma si accetta tutto perché fondamentalmente tutto ha una base di buoni sentimenti, sentimenti anche di tristezza, rimpianto, espiazione che coinvolgono i protagonisti e che dominano il corso della storia in modo quasi naturale.

Il film si vede bene perché non scuote la sensibilità dello spettatore con scene violente o emozioni forti, lascia l’animo sereno anche quando il dolore del personaggio sembra tanto forte, perché c’è sempre qualcuno pronto a consolare e a comprendere.

Forse è un mondo troppo buono quello che viene descritto dopo un guerra con tanti morti da una parte e dall’altra, anche se l’odio e il risentimento verso il nemico viene evocato, ma non enfatizzato.

L’odio, poi, si trasforma in comprensione. Situazioni simmetriche nelle parti avverse. La storia non finisce come forse ci si aspetta o si vorrebbe, ma lascia posto alla speranza e alla voglia di vivere che sembrava venir meno in alcuni momenti del film.

Ci si accorge poi che sta per risvegliarsi e poi ancora una delusione sembra portare ad una conclusione malinconica, ma il desiderio di vivere, alla fine, prende ancora sommessamente, il sopravvento.

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