LE RAGIONI DEL Sì E DEL NO

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LE RAGIONI DEL Sì E DEL NO

Si avvicina la data del voto al referendum e la “battaglia” si fa più dura. Non dovrebbe essere una battaglia, ma semplicemente un confronto tra le ragioni del sì e le ragioni del no, magari anche calmo ed equilibrato.

Invece lo scontro verbale diventa molto sgradevole, perché le voci si sovrappongono, anche con espressioni,molto sgarbate e irriverenti del tipo : “sono tutte balle”, “lei non ha letto la riforma”, “la informo che da molti anni si vota per i consiglieri regionali e i sindaci” ecc.

Credo che ormai tutti abbiano sentito le ragioni del sì e le ragioni del no, con dettagli più o meno tecnici e probabilmente un’idea di quello che questa riforma cambierà ce la siamo fatta tutti o almeno quelli che hanno cercato di capire.

voglio mettere a confronto solo la prima ragione del sì e la prima ragione del no

Per superare il bicameralismo paritario

Finalmente l’Italia cesserà di essere l’unico paese europeo in cui il Parlamento è composto da duesi-si camere eguali, con gli stessi poteri e praticamente la stessa composizione. Il superamento del cosiddetto “bicameralismo paritario” servirà per ridurre il costo degli apparati politici e per rendere l’attività del Parlamento più rapida ed efficace.

La Camera dei Deputati darà e toglierà la fiducia al governo, il Senato rappresenterà prevalentemente le istanze e i bisogni di comuni e regioni.

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Supera il bicameralismo?no-no

NO, lo rende più confuso e crea conflitti di competenza tra Stato e regioni, tra Camera e nuovo Senato

per capire queste due ragioni occorre andare molto più a fondo e solo dopo aver capito come cambiano le funzioni del senato rispetto a quelle che erano, possiamo decidere se siamo d’accordo con il sì o con il no. Alla prima lettura non voteremmo tutti sì senza pensare?

Ogni ragione va attentamente approfondita.

Infatti per capire bene le ragioni del sì e le ragioni del no, dobbiamo aver letto l’articolo 70, che elenca le competenze del senato. Le elenca in modo decisamente poco chiaro e chi non è del mestiere deve stare molto attento e soprattutto dopo aver approfondito, preferibilmente leggendo prima l’articolo in questione e poi, se ce n’è bisogno andare a cercare i siti che danno spiegazioni.

Occorre sempre leggere le versioni opposte.

CHI HA TORTO?

Le ragioni del sì e le ragioni del no sono valide spiegazioni, ma una delle due deve avere torto in qualche modo.

Non possiamo aspettarci dibattiti educati, in qualche caso neanche molto approfonditi e basta leggere il testo del quesito a cui dovremo rispondere per farci  venire qualche… no qualche, ma tanti dubbi.

Il professor Alessandro Pace, presidente comitato per il NO, nel corso di una conferenza stampa alla Camera: “Questa riforma è eversiva della nostra Costituzione.

Violare consapevolmente la sentenza della Corte Costituzionale che abrogava il Porcellum è qualcosa di incredibile”. (Il link porta alla pagina del sito del comitato del NO, dove si può vedere il video della conferenza di Alessandro Pace)

RENZI SCRIVE AGLI ITALIANI ALL’ESTERO MA DIMENTICA DI DIRGLI CHE NON ELEGGERANNO PIU’ IL SENATO. 

IL CASO DEGLI INDIRIZZI: CHI PAGA?

CON LA RIFORMA RENZI-BOSCHI LE REGIONI A STATUTO SPECIALE RESTANO FUORI DAL SENATO. 

È bene leggere queste notizie

Santoro bacchetta il No: “E dopo? Aspettando Trump?”

Le ragioni del Sì parlano di paura, anzi di terrore nel caso vincesse il NO. È la solita storia: “dopo Renzi il diluvio”. Noi non abbiamo un Trump, per fortuna, e se ci fosse, con la riforma e con la vittoria di un Trump nostrano chi lo sposterebbe più?

La stabilità che vogliono i sostenitori del Sì consiste nel fare in modo che non si possa (o almeno sia molto difficile) votare la sfiducia al Presidente del Consiglio, (nella speranza che sia Renzi il presidente) perché il Senato non voterebbe più  e la maggioranza della camera dei deputati è tutta a favore del Presidente del Consiglio.

Ovviamente questo dipende anche dalla legge elettorale, che, malgrado le promesse, al momento è ancora l’Italicum.

OCCORREVA PROPRIO ADESSO LA RIFORMA COSTITUZIONALE?

Comunque sembra molto inopportuna questa riforma costituzionale, vista la situazione così anomala del governo, in carica in virtù di una legge dichiarata incostituzionale. Senza il “porcellum” Renzi non avrebbe avuto una stragrande maggioranza nella camera dei deputati e non avrebbe potuto fare tutto quello che ha fatto con grande prepotenza.

Quindi sarebbe stato meglio non affrontare la riforma costituzionale, perché la Costituzione deve andare bene anche all’opposizione e non solo alla maggioranza.

L’argomento più fastidioso di tutti proposto da chi vuole il Sì è: “noi votiamo sulla riforma elettorale e non sulla legge elettorale”. Sappiamo tutti ormai perché si cita sempre la legge elettorale ed è stucchevole sentire sempre che non votiamo su quella legge e che poi cambierà.

È logico votare sapendo che ci sono leggi da cambiare e altre ancora da fare che influenzeranno tutta la situazione? Credo proprio di no.

Renzi ha sbagliato a personalizzare il voto del referendum come fosse un voto alla sua persona; Renzi ha sbagliato nell’affermare che l’Italicum era la legge più bella del mondo e che tutti ce l’avrebbero copiata, visto che ora prima di applicarla almeno una volta si dovrà cambiare. Troppi errori!

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