LA RIFORMA NON L’HA LETTA

LEGGERE LA RIFORMA

È la frase ricorrente da parte di chi sostiene il Sì al referendum del prossimo 4 dicembre. E anche oggi Renzi, ospite di Lucia Annunziata su Rai 3, si rivolge a Landini sindacalista della FIOM, altro ospite della trasmissione, dicendo:

“Ho il sospetto che la riforma non l’abbia letta, Landini. Glielo dico con rispetto. Bisogna cambiare le cose, non difendere la Casta come fate voi”. Quante altre volte l’ha detto in altre trasmissioni, chiunque sia l’interlocutore. Può essere credibile?

GLI ARGOMENTI DEL Sì

Renzi crede di poter convincere chi lo ascolta che gli altri, quelli che dicono NO, siano tutti così sprovveduti da presentarsi ad un confronto televisivo senza aver letto la riforma? Forse dovrebbe trovare argomenti più validi per contrastare chi la pensa diversamente da lui, ovvero quella “accozzaglia” di gente che vuole votare No. “Li vedete insieme Brunetta e Grillo a fare riforme?” Però Renzi e Verdini le hanno fatte, ma non è questo il punto, perché l’accozzaglia non sarà mai una coalizione. Ma sicuramente qualcosa dovrà succedere se vincerà il No. Qualcuno dovrà venir fuori. Ma la gente, in generale, ha paura e la paura farà votare sì.

“Non è possibile che si voglia mantenere il CNEL, Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, votando No”, altro argomento superfluo.

Forse questo è l’unico argomento che può essere accettato da tutti, vista l’inutilità dell’organo costituzionale. Non si può accettare però la modifica di 47 articoli, perché uno di essi va bene.

Altro argomento del Sì: “non dica che la procedura legislativa è incomprensibile, perché basta leggerla” È vero, basta leggere le variazioni proposte per rendersi conto di quello che è poco comprensibile, come l’ormai famoso articolo 70 sulle competenze regionali.

VINCERÀ LA PAURA

renzelletteCi stiamo avvicinando al giorno del referendum e i dibattiti sulla riforma diventano sempre più frequenti e Renzi parla tutti i giorni dalla mattina alla sera.

Alla fine la riforma diventa sempre meno importante, perché il punto è: “che cosa succederà il 5 dicembre?” Sembra che prevalga la teoria della catastrofe, anche se tutti dicono che non arriveranno le cavallette, però tutti dicono che se vince il no ci sarà instabilità, forse si andrà a nuove elezioni, i mercati ci metteranno in difficoltà. E alla fine voterà Sì chi ha paura del dopo referendum e voterà Sì che non ci crede. Della riforma non se ne preoccuperà più nessuno. Si voterà su Renzi, con la paura dei mercati, del nostro debito pubblico gigantesco.

Non è davvero entusiasmante questa prospettiva, ma temo proprio che più si parla del merito, più la gente si preoccupa delle conseguenze e dall’esterno tutti sono interessati al risultato finale. I grandi giornali economici e finanziari propendono per il sì, perché forse l’Italia potrebbe anche uscire dall’Euro, ma stasera l’Economist dice che si dovrebbe votare NO.

corriere-della-seraL’Economist: «L’Italia voti No, e dopo anche un governo tecnico»

Secondo il settimanale britannico, Renzi avrebbe sprecato due anni «ad armeggiare con la Costituzione». Le dimissioni di Renzi in caso di No non sarebbero una catastrofe

di Dino Martirano

vota no

Secondo l’economist meglio niente che le riforme di Renzi. L’ho pensato molte volte anche io e fino a poco tempo fa, pochi dubbi erano sorti e facilmente sono stati eliminati. Ma ora? Che cosa succede? Come si fa a decidere chi avrà ragione prima del 5 dicembre? Non stiamo attraversando un periodo facile, il no vincente che cosa produrrà?

Credo che sia giusto interrogare la nostra coscienza e votare dopo aver ben ragionato su quello che abbiamo capito. Non so quanto sia giusto che tutti ci prendiamo la responsabilità di questa decisione, mi chiedo quanti di noi siano in grado di capire quello che succede in borsa e simili, e quello che potrebbe succedere relativamente alle nostre tasse, ai mutui, per chi ha ancora tante rate da pagare. Meglio il tasso fisso o variabile?

Eppure il 4 dicembre dobbiamo andare a votare.

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