ultime ore

ULTIME ORE PRIMA DEL VOTO

ULTIME ORE POI SI VOTERÀ

Ultime ore e poi a conclusione della giornata di domani, cominceranno le lunghe maratone televisive per conoscere l’esito del referendum.

Le persone per la strada ne parlano.

Sentivo oggi un gruppetto di uomini fermi davanti ad un bar discutere tra loro: “lo volevano tutti, erano tutti d’accordo, ma perché non hanno abolito del tutto il senato?”

Non ho sentito la risposta perché non potevo fermarmi ad ascoltare. Credo che la maratona di Renzi almeno abbia avuto l’effetto di far prendere atto a tutti che domani 4 dicembre 2016 si voterà per accettare o rifiutare la riforma della Costituzione e siamo ormai alle ultime ore.

Se si trattasse di un numero inferiore di articoli da cambiare, forse il sì sarebbe stato scontato. Probabilmente si sarebbe parlato più di Costituzione e meno di Renzi.

PERCHÉ VOTARE Sì OPPURE NO?

Volenti o nolenti, molti voteranno pensando di dire sì a Renzi o no a Renzi, pensando in ogni caso alle conseguenze del sì e le conseguenze del no e probabilmente un po’ meno alla Costituzione. Nelle ultime ore qualche indeciso deciderà.

Del resto molti hanno detto che non ritenevano la riforma una buona riforma, ma era comunque “qualcosa”, oppure che era opportuno votare sì per evitare una pericolosa fase di incertezza e instabilità.

CHI ELOGIA LA RIFORMA?

Srenzelletteolo Renzi e i suoi fedelissimi hanno elencato le virtù di questa riforma:

diminuire il numero dei senatori, risparmiare parecchi milioni di euro, abolire il CNEL, velocizzare il lavoro del parlamento, dare più voce al popolo.

Per dire questo la televisione, la radio, le piazze si sono riempite di Renzi e dei suoi amici toscani.

Chi vuole cambiare voti Sì, chi vuole che tutto rimanga fermo per trent’anni voti No.

Con questo si conclude l’intervento di chi vuole il Sì. Ma questi argomenti non sono del tutto convincenti.

ULTIME ORE PER VALUTARE

Si ripete fino allo sfinimento che eliminando il senato paritario, si faranno più in fretta le leggi e si copre la voce di chi obietta che di leggi se ne fanno fin troppe e male, bisognerebbe farne meno e bene.

Proprio in questi giorni il consiglio di Stato ha bocciato la Riforma delle banche popolari e qualche giorno prima alcune parti della riforma della pubblica amministrazione. Deciderà la Consulta.

Questi fatti non confermano l’idea che la fretta non dà buoni risultati? E qualche giorno prima ancora il senato ha salvato la possibilità di riprendere un emendamento malamente bloccato in parlamento.

Queste cose non vanno a favore della riforma, ma chi ne terrà conto? In generale le persone non sono troppo interessate alla Costituzione. Ultime ore per riflettere.

Non viene semplice pensare che anche la riforma costituzionale sia stata fatta e pensata con leggerezza e fretta di arrivare alla conclusione?

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